C’è un momento, in giardino, in cui smetti di guardare solo le piante e inizi a “leggere” il terreno. Succede spesso dopo un morso misterioso, o quando trovi una zecca sul cane rientrato da una corsa tra l’erba. E lì scatta la domanda che mette un filo d’ansia: “E se ci fosse un nido?”
Prima cosa da sapere: “nido” non significa tana visibile
Nel linguaggio comune si parla di nidi di zecche, ma nella pratica raramente troverai una “casetta” identificabile. Quello che puoi individuare, invece, sono micro-zone del giardino dove le condizioni sono perfette per la loro sopravvivenza e dove possono concentrarsi in numero alto, soprattutto allo stadio giovane. È lì che devi intervenire.
Per capirci, immagina il tuo giardino come una mappa: non è tutto uguale. Ci sono angoli più umidi, più ombrosi, più trascurati. E le zecche, che amano riparo e umidità, fanno esattamente quello che faremmo noi in pieno agosto: cercano l’ombra.
Il “trucco” per individuarli subito: la checklist delle 3 spie
Il metodo più rapido non è cercare a caso, ma verificare se nel tuo spazio esistono più fattori di rischio insieme. Se riconosci tre o più di questi segnali, non è paranoia, è un problema reale da gestire con metodo:
- Erba molto alta, umidità elevata e foglie morte lasciate a terra
- Scarsa manutenzione generale, zone “dimenticate” per settimane
- Accesso facile di animali selvatici (ricci, roditori, volpi) perché mancano barriere o ci sono passaggi
- Accumuli importanti di foglie, rami, legna sparsa o mucchi di legna all’aperto
Questa è la differenza tra “ho visto una zecca” e “qui c’è un ambiente che le favorisce”.
Dove guardare davvero: gli hotspot del giardino
Quando vuoi andare sul concreto, ecco le aree che meritano un controllo ravvicinato (soprattutto in primavera e inizio estate):
- Bordi del prato vicino a siepi, muretti, recinzioni
- Zone in ombra stabile sotto cespugli fitti o alberi non sfoltiti
- Cumuli di foglie, compost non gestito, depositi di legna
- Percorsi abituali di animali, come “corridoi” lungo la rete
Le zecche (in particolare la specie più comune nei nostri ambienti) aspettano il passaggio di un ospite appostandosi sulla vegetazione bassa, un comportamento legato al loro ciclo di vita da parassita. Per questo la “linea di confine” tra prato e vegetazione fitta è spesso la zona più critica.
Primo livello: prevenzione con manutenzione ordinaria (quella che funziona davvero)
Qui si vince la partita nel 90% dei casi, con azioni semplici ma costanti:
- Tagliare l’erba regolarmente e mantenerla bassa, perché l’erba alta è un habitat ideale
- Sfoltire alberi e cespugli per aumentare la circolazione d’aria e ridurre ombra e umidità persistenti
- Rimuovere le foglie secche e i detriti, soprattutto negli angoli e lungo i bordi
È un po’ come aprire le finestre in una casa umida: non “uccidi” tutto in un colpo, ma rendi l’ambiente molto meno ospitale.
Secondo livello: protezione del perimetro, cioè chiudere il rubinetto
Anche il giardino più curato può essere “rifornito” se entrano animali portatori. Qui l’obiettivo è impedire l’accesso facile e togliere i motivi per cui la fauna si avvicina:
- Riparare buchi e varchi nelle recinzioni
- Tenere i bidoni ben chiusi e pulire residui di cibo
- Raccogliere mangime per uccelli caduto a terra, che può attirare roditori
- Eliminare percorsi di accesso comodi, soprattutto lungo siepi o cataste
Il giardino non è “perso”: piano rapido in 7 giorni
Se vuoi un approccio pratico, prova così:
- Giorno 1: taglio prato e rimozione foglie
- Giorno 2: pulizia bordi, sotto siepi e angoli umidi
- Giorno 3: sistemazione cataste di legna, rialzate e ordinate
- Giorno 4: controllo e riparazione recinzione
- Giorno 5: gestione rifiuti e mangimi, niente “buffet” per la fauna
- Giorno 6: sfoltimento cespugli, più luce e aria
- Giorno 7: ispezione finale degli hotspot e routine settimanale
Con manutenzione preventiva, igiene del verde e protezione del perimetro, il problema si riduce drasticamente. E la cosa più rassicurante è questa: non serve vivere in allerta, basta imparare a osservare i segnali giusti e intervenire prima che il giardino diventi il posto ideale per loro.




