Quella sensazione la conosco bene, apri un armadio, trovi una valigetta rigida impolverata e dentro c’è lei, una vecchia macchina da scrivere. A quel punto scatta la domanda, vale solo come ricordo di famiglia o potrebbe davvero trasformarsi in un piccolo tesoro?
La risposta, sorprendentemente concreta, è questa: sì, alcune macchine da scrivere vintage possono valere da centinaia a migliaia di euro, soprattutto quando sono complete, funzionanti e con dettagli che i collezionisti inseguono da anni.
Perché oggi valgono di più
Negli ultimi tempi si sono incrociate tre cose: la nostalgia, la riscoperta del design del Novecento e un collezionismo sempre più attivo, anche online. Una macchina da scrivere non è solo un oggetto, è un’esperienza tattile e sonora, ed è proprio quel “clac clac” che molti cercano per scrivere, arredare uno studio o collezionare pezzi di storia.
In pratica, il valore cresce quando cresce la storia che l’oggetto racconta.
I modelli più ricercati (e quanto possono valere)
I prezzi non sono fissi, perché contano rarità, stato di conservazione e accessori (custodia, manuali, scatola). Però alcune “stelle” ricorrono spesso nelle compravendite e nelle aste.
| Modello | Valore indicativo | Perché interessa |
|---|---|---|
| Olivetti Lettera 22 | 220 a 1.000 € | Compatta e iconica, sale molto con scatola e accessori originali |
| Olivetti Valentine | circa 200 € | Design storico e colorato, spesso venduta restaurata |
| Olivetti Studio 44 | 180 a 220 € | Elegante e scorrevole, amata nel mercato vintage |
| Olivetti Lettera 35 ITALIA ’90 | 150 a 280 € | Edizione limitata, spesso più costosa di quanto sembri |
| Underwood No. 5 (circa 1900) | 200 a 800 € | Un classico “da film”, ricercata se completa e ben tenuta |
| Royal Quiet De Luxe | 100 a 800 € | Ergonomia e fascino letterario del Novecento |
| Remington Portable o Noiseless | 300 a 500 € e oltre | Affidabilità, valore alto in condizioni eccellenti |
| Hammond Multiplex | intorno a 385 € | Particolare, con soluzioni tecniche e caratteri ricercati |
| Picht Braille | oltre 1.600 € | Rarissima, legata alla scrittura per non vedenti |
| Germania No.5 | intorno a 530 € | Modello storico, può superare le stime in asta |
E attenzione, anche modelli apparentemente comuni possono superare i 300 o 500 euro se hanno una colorazione rara, una serie limitata o semplicemente sono rimasti in condizioni quasi perfette.
I dettagli che fanno impennare la valutazione
Qui è dove spesso si decide tutto. La stessa macchina può valere 120 euro o 600 euro in base a particolari che, a prima vista, sembrano “solo cose in più”.
Ecco cosa pesa davvero:
- Funzionamento: tasti reattivi, carrello scorrevole, nastro montabile, campanello presente.
- Estetica: vernice integra, cromature non ossidate, plastiche non crepate.
- Completezza: custodia originale, manuali, spazzolino, copritastiera, talvolta persino la scatola.
- Rarità: edizioni speciali, layout di tastiera insoliti, varianti di colore, numeri di serie di lotti particolari.
- Provenienza: una storia documentabile (anche solo una ricevuta o una dedica) può aiutare, soprattutto nei modelli già ricercati.
Come capire il valore della tua, senza farti illusioni (né svenderla)
Quando ne trovi una, la tentazione è cercare il primo annuncio online e prendere quel prezzo come verità. Meglio fare un passo in più, con calma.
- Identifica modello e anno: di solito sono sotto la scocca o vicino al carrello, tramite numero di serie.
- Confronta venduti, non annunci: gli annunci sono desideri, i “venduti” sono realtà.
- Fai foto chiare: frontale, tastiera, carrello, targhetta, accessori, custodia.
- Non improvvisare restauri aggressivi: una pulizia delicata aiuta, ma certe lucidature o verniciature fai da te possono ridurre il valore.
- Chiedi una perizia se è un pezzo particolare: negozi specializzati e piattaforme d’asta (come quelle note ai collezionisti) possono darti una stima più credibile.
Il punto finale, vale la pena controllare?
Se hai una vecchia macchina da scrivere, soprattutto se è una Lettera 22, una Underwood, una Remington o un modello raro, vale quasi sempre la pena fermarsi un momento e verificarla. Anche solo aprire la custodia e scoprire che è completa, pulita, con il manuale ancora dentro, può cambiare tutto.
E poi c’è un dettaglio che mi piace ricordare: il valore economico conta, certo, ma questi oggetti hanno anche un valore di design e memoria, legato a un’epoca in cui scrivere era un gesto meccanico, fisico, e incredibilmente umano, come sapeva bene anche Olivetti.


