Quando li senti arrivare, spesso è prima un fruscio d’ali che un vero rumore. Poi li vedi: due, tre, a volte una piccola “squadra” che si posa sempre nello stesso punto del giardino, come se avesse firmato un contratto d’affitto. E lì scatta la domanda che circola ovunque: davvero esiste un colore “magico” capace di farli sparire subito?
Il “colore sorprendente” funziona davvero?
La risposta, per quanto meno virale, è semplice: non ci sono prove solide che un colore specifico (viola, arancione o altri) tenga lontani i piccioni in modo immediato e affidabile. I piccione si abituano facilmente agli stimoli ripetitivi, soprattutto se nel tuo spazio trovano ciò che cercano: cibo, acqua, punti comodi per posarsi e angoli riparati per nidificare.
Quindi sì, un elemento cromatico può incuriosirli o metterli in allerta per un po’, ma da solo raramente “risolve”. La strategia che funziona davvero è un mix di interventi, pratici e non cruenti, pensati per rendere il giardino meno interessante e meno accessibile.
Prima mossa: togli ciò che li attira
Questa è la parte meno “scenografica”, ma spesso la più decisiva. Quando ho visto che tornavano puntuali, mi sono accorto che, senza volerlo, stavo offrendo un buffet.
Controlla questi punti:
- Cibo: semi per uccellini sparsi, crocchette lasciate all’aperto, frutta caduta e non raccolta.
- Rifiuti: sacchi non chiusi bene, compost accessibile, ciotole all’esterno.
- Acqua: sottovasi pieni, fontanelle con ristagni, recipienti dimenticati dopo la pioggia.
Se riduci gli “incentivi”, metà del lavoro è già fatta.
Dissuasori fisici: il metodo più efficace (e duraturo)
Se l’obiettivo è evitare posa e nidificazione, i dissuasori fisici sono i più affidabili, perché non chiedono all’animale di “spaventarsi”, gli impediscono proprio di usare lo spazio.
Soluzioni tipiche:
- Reti antintrusione per chiudere accessi a porticati, chiostrine, pergolati o nicchie.
- Dissuasori a punte su cornicioni, muretti, travi, bordi dove si appoggiano.
- Fili tesi o piccole barriere su aiuole, vasi larghi e punti di atterraggio frequenti.
- Sistemi elettrificati a bassa intensità, dove consentito e installati correttamente, come ulteriore deterrente non letale.
Qui il trucco è osservare: dove atterrano sempre? Quello è il tuo “punto critico”.
Dissuasori visivi: economici, ma vanno cambiati spesso
I piccioni imparano in fretta, quindi la parola chiave è variabilità. Un solo oggetto fisso diventa “arredo” in pochi giorni.
Prova con:
- Oggetti riflettenti (nastri, superfici lucide) messi in modo che si muovano al vento.
- Girandole o elementi rotanti vicino ai punti di posa.
- Sfere lucide o decorazioni “brillanti” tra vasi e aiuole, utili soprattutto se c’è sole diretto.
Sono rimedi validi per iniziare, ma rendono di più se alternati.
Repellenti e soluzioni “soft”: tatto, odori, suoni
Per superfici dove non vuoi elementi visibili, i gel repellenti creano una sensazione sgradita al contatto e spesso sono una buona via di mezzo (richiedono però manutenzione).
Altre opzioni:
- Repellenti olfattivi naturali (oli essenziali o miscele dedicate), da testare con costanza e senza esagerare.
- Dispositivi a ultrasuoni, meglio se combinati con barriere e pulizia, perché da soli non sempre bastano.
Pulizia e nidi: il passaggio che molti saltano
Se c’è guano, pulisci prima di installare qualunque dissuasore: l’odore e le tracce visive possono “marcare” il luogo come sicuro. Usa guanti e mascherina e valuta prodotti igienizzanti idonei.
Per i nidi, muoviti con prudenza: se sospetti che ci siano uova o piccoli, è spesso più saggio chiedere supporto a un professionista, anche per evitare problemi e interventi inefficaci.
Mini piano in 3 mosse (anti ritorno)
- Rimuovi attrattori (cibo, acqua, rifiuti).
- Installa un dissuasore fisico nel punto di posa principale.
- Aggiungi un dissuasore visivo variabile e mantieni pulita l’area.
Il “colore sorprendente” non è una bacchetta magica, ma una cosa sorprendente c’è davvero: appena il giardino smette di essere comodo, i piccioni cambiano rotta molto più in fretta di quanto immagini.




