L’errore che fanno tutti potando l’ulivo e che rovina la produzione: ecco il metodo giusto

Se c’è un momento in cui l’ulivo sembra “parlarti”, è proprio quando lo poti: basta un taglio di troppo e, quasi senza accorgertene, la pianta cambia umore, cresce dove non vuoi e produce meno dove ti aspetti. L’errore che vedo fare più spesso, anche da chi ha mano sicura, è uno solo, eppure riesce a rovinare un’intera annata.

L’errore che rovina la produzione (e perché sembra “giusto”)

L’istinto è comprensibile: aprire la chioma, far entrare luce e aria, “pulire dentro” fino a vedere il tronco come in una foto da manuale. Il problema è che svuotare eccessivamente l’interno della chioma toglie all’ulivo una parte fondamentale della sua macchina produttiva.

Quando elimini troppa vegetazione interna, foglie e succhioni compresi, succedono tre cose molto concrete:

  • Perdi riserva fogliare, quindi meno energia disponibile per fioritura e allegagione.
  • La pianta reagisce con ricacci vigorosi (succhioni verticali), spostando la forza sulla crescita e non sui frutti.
  • Aumenti il rischio di seccumi e necrosi del legno, perché grandi tagli e legno esposto diventano più vulnerabili, e la chioma perde quell’equilibrio di ombra e protezione che spesso la aiuta.

Il risultato tipico è lo scenario che frustra tutti: un anno di “legna e foglie”, poi un anno scarso, poi un anno carico, la classica alternanza produttiva.

Gli altri errori da evitare (quelli che amplificano il danno)

Lo svuotamento interno è la miccia, ma alcuni comportamenti lo trasformano in incendio.

Capitozzatura, la scorciatoia che presenta il conto

La capitozzatura (tagliare drasticamente la cima per abbassare l’altezza) sembra pratica, soprattutto per facilitare raccolta e gestione. In realtà altera il rapporto tra chioma e radici: l’ulivo reagisce spingendo germogli forti e verticali, con più vegetazione e meno frutti. Inoltre, le branche “forzate” possono diventare più fragili sotto carichi, vibrazioni o neve.

Potatura troppo intensa, tutta insieme

Una potatura drastica in un’unica sessione stressa la pianta, crea ferite ampie e può favorire l’ingresso di patogeni. Non serve sapere tutti i nomi dei problemi, basta l’immagine: più legno scoperto e umido, più possibilità che si inneschino carie e disseccamenti.

Periodo sbagliato

Potare troppo presto in autunno espone i tagli al freddo, potare troppo tardi in primavera significa disturbare l’equilibrio quando la pianta sta “decidendo” fiori e frutti. In generale, la finestra più sensata è fine inverno, tra febbraio e marzo, quando il grosso dei freddi è passato ma la fioritura non è ancora partita.

Rami pendenti e tagli fatti male

Rami troppo bassi e pendenti ombreggiano, si sporcano, intralciano la raccolta e possono caricarsi di umidità. E poi ci sono i tagli: se sono sfrangiati, troppo vicini, o “a filo” senza un minimo margine, l’ulivo fatica a cicatrizzare.

Il metodo giusto: arieggiare senza svuotare

La chiave è una potatura annuale leggera e mirata. Io la penso così: l’ulivo non va “ripulito”, va guidato. L’obiettivo è mantenere una chioma ordinata, luminosa, ma ancora piena di foglie utili.

Ecco una traccia pratica, semplice da seguire:

  1. Guarda la struttura prima di tagliare: individua 3 o 4 branche principali ben distribuite e non troppo lontane dal tronco.
  2. Togli solo ciò che è davvero un problema: rami secchi, malati, incrociati, quelli che sfregano e quelli che chiudono passaggi.
  3. Dentro la chioma lascia vita: elimina i succhioni solo se sono troppi o rubano spazio, ma non azzerare la vegetazione interna. Un po’ di “pieno” serve a ombreggiare e stabilizzare.
  4. Mantieni le punte apicali: evitare di spuntare tutto in alto riduce il rischio di ricacci verticali e seccumi.
  5. Tagli netti e attrezzi puliti: lame affilate, tagli puliti, e una disinfezione periodica se passi da piante problematiche a piante sane.

Un mini calendario che funziona (nella maggior parte dei casi)

MomentoCosa fareCosa evitare
Fine inverno (febbraio-marzo)Potatura secca leggera, riequilibrio chiomaTagli drastici e capitozzature
Primavera inoltrataSolo micro correzioni se necessariePotature forti, stimolano vegetazione
AutunnoValutazioni e programmazioneTagli importanti prima del freddo

Il punto finale, quello che cambia davvero la produzione

Se vuoi più olive, la regola è controintuitiva: non cercare il vuoto, cerca l’equilibrio. Una chioma troppo svuotata sembra ordinata oggi, ma spesso ti regala legno domani e poche drupe dopodomani. Con una potatura costante, leggera e ragionata, l’ulivo rimane stabile, più prevedibile e, soprattutto, più generoso anno dopo anno. E se hai dubbi su varietà e clima della tua zona, un tecnico locale può affinare questi principi sul tuo oliveto, senza stravolgere la pianta.

Redazione Aip Notizie

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